Azzardo, “pessimo esempio per i giovani il condono ai concessionari”

Una moratoria non fa primavera: l’Italia resta un Paese d’azzardo. Lo dice Isabella Poli, direttrice del Centro studi minori e media nel giorno in cui si dovrebbe celebrare una vittoria contro i grandi concessionari del gioco: l’approvazione di una mozione della Lega Nord per bloccare la nascita di nuove sale gioco in Italia. “Ma non si parla del fatto che un’altra è stata respinta”, precisa Poli. Il Movimento 5 stelle infatti chiedeva che fosse abolito il condono ai concessionari dei giochi d’azzardo che permetteva loro di avere uno sconto sulla maximulta per un contenzioso sui contributi versati allo Stato. La norma, inserita nel decreto Imu, riduce il conto da 98 a 2,5 miliardi di euro. “Da un punto di vista etico è un pessimo esempio, soprattutto per i giovani: è un incitamento all’evasione”, commenta Poli.

Non solo: nel dibattito in Parlamento i rischi per i minori connessi al gioco d’azzardo non sono più parte del dibattito dai tempi del decreto Balduzzi. Soprattutto per quanto concerne il gioco on line: “Un nostro studio di tre anni fa ha evidenziato che la maggior parte dei minorenni passa circa tre ore al giorno davanti ai videogiochi. È facile che navigando accedano a giochi d’azzardo on line ed è molto facile fingersi maggiorenni”, precisa Poli. Ma secondo il Centro studi minori e media non c’è stata una vera attenzione del Governo sul problema, tanto che non è nemmeno stato fatto un lavoro di sensibilizzazione: “Per quelle che è la nostra filosofia è invece un tema chiave per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

Nonostante la patologia sia stata inserita nei Lea (livelli essenziali di assistenza), non ci sono soldi per finanziare nessuna attività di contrasto e prevenzione. “Con quei 98 miliardi condonati, invece, si potrebbero fare moltissime cose, sarebbe come una finanziaria”, continua Poli. E soprattutto sarebbero abbastanza per tutelare i minori, i più fragili e i più esposti al rischio dipendenza da gioco. (lb)