Depenalizzare le droghe: la proposta della Drug Policy Commission

ROMA – E’ il momento di depenalizzare le droghe: è questa la conclusione a cui è giunto uno studio durato sei anni, condotto dall’UK Drug Policy Commission, un gruppo indipendente formato da funzionari di polizia, scienziati e studiosi del settore. I risultati dell’indagine sono oggi riferiti da “The Guardian”: secondo gli esperti, il possesso di piccole quantità di droga controllata non dovrebbe essere più soggetto alle attuali sanzioni penali (che ogni anno colpiscono circa 42.000 persone), ma a semplici sanzioni civili. Non solo: ridurre o addirittura eliminare le sanzioni previste per la coltivazione di cannabis per uso personale potrebbe infliggere un duro colpo alle fiorenti fabbriche illecite, per lo più controllate dalla criminalità organizzata. La commissione respinge però le posizioni più radicali, come la legalizzazione della vendita di droghe come l’eroina o la cocaina.

Quel che emerge chiaramente dallo studio è l’inefficacia delle attuali politiche sulle droghe: sebbene i livelli di consumo di sostanze illecite in Gran Bretagna abbia iniziato a ridursi, tuttavia resta molto più alto rispetto a tanti altri paesi, con circa 2.000 decessi l’anno legati alla droga e oltre 380.000 consumatori problematici. “Non sempre assumere droghe crea problemi – si legge nel rapporto di 173 pagine – ma questo è difficilmente riconosciuto dai politici. Infatti la maggior parte dei consumatori non subisce danni significativi e ci sono anzi prove che, in alcune circostanze, l’uso di droghe può portare benefici”. Secondo la commissione, infatti, il consumo di droga diventa problematico solo in contesti di diseguaglianza ed esclusione sociale: l’errore delle attuali politiche di contrasto consiste quindi nel separare il consumo di droga da quello del consumo di alcol e tabacco. Dito puntato perfino contro la campagna nelle scuole “Just say no” che, secondo la Commissione, in alcuni casi avrebbe addirittura portato i giovani ad avvicinarsi alle droghe.

Gli studiosi suggeriscono quindi un nuovo approccio, basato su alcuni principi che derivano dalle evidenze scientifiche attualmente disponibili: innanzitutto, occorre cambiare la legislazione sulle droghe, a partire dalla cannabis, trasformando il possesso di una piccola quantità di sostanze per consumo personale in illecito civile, secondo il modello del Portogallo e della Repubblica Ceca, dove il consumo non è aumentato. In secondo luogo, la Commissione propone di ridurre o annullare le sanzioni per chi produce cannabis in piccole quantità e di rivedere le pene applicate nei confronti di chi produce e fornisce sostanze, visto che non è dimostrato che l’allungamento della detenzione abbia costituito, in questi anni, un deterrente o abbia avuto un impatto a lungo termine sull’offerta di droga in Gran Bretagna. La commissione propone poi l’istituzione di un forum trasversale, che includa i leader delle principali formazioni politiche, in grado di portare avanti un cambiamento tanto radicale con il necessario consenso. Intanto il ministro degli Interni, Theresa May, il mese scorso ha escluso qualsiasi passo verso la depenalizzazione: “L’assunzione di droghe – ha detto ai Parlamentari – può portare alla morte o all’insorgere di gravi problemi di salute mentale”.