Diminuiscono i decessi per droga: 313 casi nel 2014, -10% rispetto al 2013

Diminuiscono i morti per droga: nel 2014 sono 313 i casi accertati, un meno 10 per cento rispetto al 2013, quando ce ne furono 349. È quanto riporta la Relazione annuale al Parlamento su droga e dipendenze 2015 pubblicata sul sito del Dipartimento politiche antidroga. I dati sulla mortalità, tuttavia, non sono del tutto consolidati, spiega il testo. I dati raccolti nella relazione, infatti, si riferiscono “alle morti attribuite in via diretta alle assunzioni di droghe e ai casi per i quali sono state interessate le Forze di Polizia. Mancano quelli indirettamente riconducibili all’uso di stupefacenti, quali i decessi conseguenti a incidenti stradali per guida in stato di alterazione psico-fisica, oppure le morti di assuntori di droghe dovute a complicazioni patologiche. Va anche chiarito che non tutte le segnalazioni di decessi per droga che pervengono dalle Forze di Polizia sono poi corredate da copia degli esami autoptici e tossicologici, di cui normalmente dispone l’autorità giudiziaria”.
Andando ad analizzare i dati disponibili per il 2014, si nota che le persone decedute per droga di sesso maschile sono la maggioranza: 294, oltre il 93 per cento, mentre quelle di sesso femminile sono 19. Un trend confermato negli anni che vede il numero delle donne decedute per abuso di droga sempre minore rispetto a quello degli uomini. Per quanto riguarda l’età, “le cifre più alte si riscontrano a partire dai 25 anni per raggiungere i picchi massimi nella fascia superiore ai 40 anni – spiega la relazione -. La causa del decesso è stata attribuita nel 2014 in 147 casi all’eroina, in 23 alla cocaina, in 10 al metadone, in 1 all’amfetamina. In 132 casi la sostanza non è stata indicata”.
I dati del 2014, però, sono lontani dai picchi di mortalità registrati dal 1980 ad oggi. Il più alto numero di decessi per droga, infatti, si è avuto nel 1991 con 1.277 casi. Da quella data, spiega la relazione, si è assistito ad un trend decrescente che si è stabilizzato solo negli ultimi anni. Cambia anche la geografia della mortalità droga-indotta: Se dal 1992 al 2001 la mortalità è stata più elevata nel Nord Italia e nel Centro, “dal 2002 i valori del Nord e del Sud sono diventati più simili e nel loro complesso più bassi di quelli del Centro – conclude la relazione -. Nel 2012 i tassi di mortalità in queste macro aree variano tra 2,6 per 1.000.000 di abitanti nel Sud e 4,1 nel Nord-Ovest, mentre il Centro mostra valori più elevati (8,5) e una tendenza all’aumento nell’ultimo anno”.(ga)

relazione annuale al parlamento 2015 scarica qui