Droga, ”la chiusura dei Sert favorisce il mercato illegale del metadone”

La chiusura arbitraria dei Sert romani e gli orari contratti nei giorni di festa favoriscono il mercato illegale del metadone. Si sta diffondendo, infatti, la pratica di consegnare il metadone da portare via per periodi più o meno lunghi di terapia da conservare a casa. Ma molti tossicomani anziché assumerlo lo vendono in cambio di eroina. A lanciare l’allarme è Massimo Barra, fondatore di Villa Maraina, il centro specializzato nella cura delle tossicodipendenze.

“La legge nazionale antidroga 309/90 prevede che i Ser.t. debbano espletare la loro funzione nell’arco di tutte le 24 ore –sottolinea Barra – la previsione legislativa è oltremodo corretta: si è drogati giorno e notte e l’interesse pubblico consiste nel tenere sempre una porta aperta a un tossicomane che si voglia curare. Se la porta rimane chiusa i pazienti in astinenza sono obbligati a recarsi ai pronto soccorso degli ospedali che già sono intasati per conto loro. Ma la normativa sull’apertura a 24 ore non è applicata nella regione Lazio –aggiunge – ed è da questa considerata “ qualis non esset” : gli orari di apertura dei ser.t. variano da Asl ad Asl, nessuno ha avuto l’idea di imporre orari omogenei almeno per tutta la città di Roma”. Ma c’è di più –denuncia ancora Barra – per “risparmiare detti orari sono continuamente contratti, specialmente nei week-end e nelle feste comandate. Sempre per risparmiare sta prendendo piede la consuetudine di consegnare il metadone da portare via per periodi più o meno lunghi di terapia da conservare a casa. Tale prassi, pur legittima- afferma il fondatore di Villa Maraini- è però inopportuna, se usata indiscriminatamente anche per tossicomani tuttora attivi. Molti di questi, non essendo sottoposti a terapia quotidianamente controllata, invece di assumere il metadone lo vendono al mercato grigio, che è il mercato illegale di una droga legale. E spesso il metadone viene venduto in cambio di eroina, che viene assunta vanificando così la logica della terapia”.

Secondo Barra, dunque questa procedura, attivata per risparmiare diventa un “clamoroso autogol ai danni dei pazienti e di tutta la collettività”. “Tutti lo sanno ma fanno finta di niente – conclude – fin quando un sequestro di metadone obbligherà qualcuno a domandarsi di chi sia la responsabilità di aver contribuito a creare un mercato clandestino parallelo di una sostanza che dovrebbe essere venduta solo in farmacia o somministrata direttamente nei servizi. Colpa solo dei drogati? O si tratta di mala pratica medica?”.

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