Droghe: calano nuovi trattamenti e sequestri di eroina, ma preoccupa la produzione afgana

Eroina in calo in Europa: diminuiscono sequestri e persone in trattamento, ma preoccupa la produzione afgana degli ultimi anni. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) che oggi a Lisbona ha presentato la Relazione europea sulla droga 2015. “I problemi relativi all’eroina sono tuttora all’origine di una vasta quota dei costi sanitari e sociali legati alla droga in Europa – spiega l’Osservatorio -, tuttavia le recenti tendenze in questo settore sono relativamente positive e indicano un ristagno generale della domanda di questa droga”.
Calano nuovi trattamenti e sequestri. Secondo il rapporto, i cui dati sono relativi al 2013, sono 1,3 milioni i consumatori problematici di oppiacei e per il 41 per cento delle richieste di trattamento della tossicodipendenza nell’Unione europea, sono proprio gli oppiacei a rappresentare la principale sostanza stupefacente. E proprio su questi dati che l’Osservatorio nota degli sviluppi positivi. “Sono sempre meno le persone che iniziano per la prima volta a un trattamento specialistico della tossicodipendenza per problemi legati all’eroina – spiega il rapporto -: 23 mila nel 2013 rispetto a 59 mila nel 2007. Si stima, inoltre, che più della metà (700 mila) degli 1,3 milioni di consumatori problematici di oppioidi (cioè consumatori dipendenti, di lunga durata) stia attualmente in trattamento sostitutivo di oppioidi”. Dati confortanti arrivano anche sul fronte dei sequestri, dove la quantità di eroina sequestrata nell’Ue nel 2013 (5,6 tonnellate) è stata “la più bassa segnalata negli ultimi 10 anni”, equivalente alla metà della quantità sequestrata nel 2002 (10 tonnellate). Diminuito anche il numero dei sequestri di eroina: passati dai 45 mila circa del 2002 ai 32 mila del 2013. Il calo dei sequestri, però, è “coinciso con l’aumento dell’importanza di quelli effettuati in Turchia (13,5 tonnellate nel 2013) dove ogni anno, a partire dal 2006, è stata sequestrata una quantità di eroina superiore a quella di tutti gli Stati membri dell’Ue insieme”.
Relazione europea sulle droghe, 2015
Droghe (Oedt 2015 – Infografica): Eroina
Eroinomani a 50 anni. Tra i dati raccolti dall’Osservatorio, inoltre, emerge anche un aumento dell’età media delle persone che si sottopongono a un trattamento per problemi legati agli oppioidi, con un aumento di 5 anni dell’età media tra il 2006 e il 2013. “In Europa un numero significativo di consumatori di oppioidi in un contesto di poliassunzione prolungata ha ora un’età compresa tra 40 e 50 anni – spiega il rapporto -. Cattive condizioni di vita e di salute fisica e mentale, infezioni e abuso di molteplici sostanze (inclusi alcol e tabacco) fanno sì che questo gruppo sia esposto a una serie di problemi di salute cronici (ad esempio problemi cardiovascolari, polmonari, epatici)”. Pertanto, spiega l’Osservatorio, servono “linee guida cliniche che tengano conto del mutamento demografico europeo riguardante i consumatori problematici di oppiodi”.
Oppio afgano. Nonostante i trend registrati, però, non c’è da abbassare la guardia. “Le più recenti stime dell’Onu – spiega l’Agenzia -, indicano un incremento sostanziale della produzione di oppio in Afghanistan nel 2013 e nel 2014, il paese da cui proviene la maggior parte dell’eroina consumata in Europa. Ciò potrebbe determinare una maggiore disponibilità di eroina sul mercato europeo”. Secondo il direttore dell’Osservatorio, Wolfgang Götz, “oggi osserviamo sensibili aumenti nella produzione di oppio in Afghanistan e una diversificazione sia dei prodotti commercializzati che dei metodi e delle rotte di traffico utilizzati. A questo si aggiunge il fatto che fasi determinanti del processo di produzione dell’eroina adesso hanno luogo in Europa. La possibile ricomparsa dei problemi legati all’eroina desta preoccupazione ed è fondamentale un attento monitoraggio della situazione”. (ga)