Droghe: nel 2014 oltre 131 mila utenti nei Servizi per le dipendenze

Più di 130 mila persone assistite dai servizi per le dipendenze (Ser.D.) nel 2014 e una spesa complessiva di circa 675 milioni di euro. È il questo il quadro della rete dei servizi per le dipendenze raccolto tra le 700 pagine della Relazione annuale al Parlamento su droga e dipendenze 2015 pubblicata sul sito del Dipartimento politiche antidroga. Nel documento mancano confronti con gli anni precedenti, ma rispetto al passato il numero di utenti non è paragonabile perché, spiega il testo, mentre nelle passate edizioni della Relazione i dati non pervenuti da alcuni Ser.D venivano sostituiti con delle stime, nell’edizione attuale i dati mancano del tutto. Nonostante questo, la relazione raccoglie i dati di 599 servizi su 620, ovvero il 96,5 per cento delle sedi. Dati che parlano, appunto, di 131.121 soggetti tossicodipendenti assistiti nel 2014, di cui 39.600 nuovi utenti (30 per cento circa) e 91.521 soggetti che risultavano già in carico dagli anni precedenti (70 per cento). Numeri, specifica la relazione, che non coincidono “con la totalità degli utenti in trattamenti presso i Ser.D., che nella maggioranza delle regioni e province autonome hanno in carico anche utenza in trattamento per alcol, tabacco e gioco d?azzardo patologico, nonché utenza per accertamenti e consulenze”.
Tra gli utenti, gli uomini sono la maggioranza e in rapporto con le donne sono 6 a uno. “Circa l’86 per cento degli utenti censiti sono di sesso maschile – spiega la relazione -; tale percentuale arriva al 91 per cento nei nuovi utenti e scende all’84 negli utenti già in carico”. Andando a guardare alle diverse età degli utenti, la maggior concentrazione si nota tra i 25 e 54 anni, ma mentre per gli uomini si va dai 30 ai 54 anni, tra le donne, l’età varia tra i 25 e i 49. Dai dati emerge, inoltre, che “i nuovi utenti (età media 35,5) sono mediamente più giovani di quattro anni di quelli già in carico (età media 39,8) – spiega la relazione -. Tale differenza aumenta nel caso in cui consideriamo le sole utenti femmine: si passa da un’età media di 32,1 anni per le nuove utenti a 38,4 per le utenti già in carico”.
Nonostante anche nel 2014 la maggior parte degli utenti usa come sostanza primaria l’eroina, le cose stanno cambiando rispetto al passato. Durante lo scorso anno, il 68,4 per cento degli utenti usa eroina come sostanza primaria, 14,7 per cento la cocaina e il 10,4 per cento cannabinoidi. “Nel tempo la percentuale di eroinomani è costantemente diminuita (88,5 per cento nel 1994, 73,3 nel 2004) – spiega la relazione – mentre coloro che abusano di cocaina sono gradualmente aumentati (1,9 per cento nel 1994, 11,2 nel 2004)”. Tra gli assuntori di oppiacei in via primaria, inoltre, il 25,3 per cento assume tali sostanze esclusivamente, il 30,7 per cento associate ad una sola altra tipologia di sostanze e il 44,1 per cento insieme ad altre due sostanze o più. Per quanto riguarda l’uso secondario, nel 2014 le sostanze assunte più frequentemente sono la cocaina, i cannabinoidi e l’alcol.
Per quanto riguarda, infine, il mondo dei servizi nel 2014, spiega la relazione, il numero degli operatori è stato di 7.958 unità. “Mediamente, in Italia – spiega il testo -, i Ser.D. hanno il 52 per cento di figure professionali corrispondenti al medico e all’infermiere. Il restante 48 per cento è composto da figure professionali quali: psicologo, assistente sociale, educatore, altro”. Ci sono anche i “precari”: sono 846. “Per precari – chiarisce il testo – si fa riferimento alle seguenti tipologie contrattuali: contratti a tempo determinato, contratti a progetto e convenzionati provvisori. Tra chi opera nel mondo delle dipendenza anche il personale delle Comunità terapeutiche private che nel 2014 si attesta a più di 5 mila unità. Un impegno che complessivamente, stima la relazione, ha un costo di circa 675 milioni di euro. “Il 61 per cento della spesa (411.135.659 milioni di euro) risulta essere destinato alle attività di tipo ambulatoriale e domiciliare – spiega la relazione -. Il 35 per cento della spesa (237.208.344 milioni di euro) invece è destinato a tutte le attività di tipo residenziale/semiresidenziale, effettuate perlopiù dai servizi privati. Il restante 4 per cento (27.132.158 milioni di euro) è destinato a sperimentazioni e finanziamenti al terzo settore”.
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