Droghe, Osservatorio di Lisbona (Oedt): “Eroina in calo in Europa”

Nessun boom o ritorno dell’eroina in Europa, a preoccupare sono le nuove sostanze psicoattive, mentre la cocaina continua ad essere “lo stimolante illecito di elezione in Europa”. È questo il quadro che emerge dalla Relazione europea sulla droga pubblicata oggi dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona che come ogni anno traccia un bilancio sull’uso delle sostanze stupefacenti in tutta Europa. Secondo l’Osservatorio, ben un cittadino europeo su 4 ha consumato almeno una volta nel corso della vita una sostanza stupefacente: sono circa 80 milioni di adulti. Al primo posto, come numero di consumatori almeno una volta nella vita, la cannabis, seguono cocaina, amfetamine ed ecstasy.

Eroina, calano disponibilità e pazienti in cura. Secondo la relazione dell’Osservatorio, i cui dati arrivano fino al 2012, si registra una “tendenza discendente in termini di consumo e disponibilità di questa sostanza”, nonostante la produzione globale resti elevata. Secondo il rapporto, infatti, in soli 5 anni il numero di pazienti che si sono sottoposti per la prima volta a cure specialistiche per problemi di eroina si è dimezzato ed è passato da 59 mila nel 2007 a 31 mila nel 2012. Dimezzata in dieci anni, anche la quantità di eroina intercettata dalle forze dell’ordine sul territorio europeo, anche se in Turchia nell’ultimo anno sono lievemente aumentati. Se nel 2002 sono state sequestrate complessivamente 10 tonnellate di eroina, nel 2012 ne sono state sequestrate 5 tonnellate. A diminuire anche il numero dei sequestri di eroina passati dai 50 mila circa del 2010 ai 32 mila del 2012. “Il calo dei sequestri di eroina dal 2010-2011 si riflette nelle tendenze rilevate nei dati sulla purezza e nei reati correlati all’offerta di stupefacenti – spiega il rapporto -. In questo periodo diversi paesi hanno registrato significative carenze di disponibilità, da cui pochi mercati sembrano essersi ripresi completamente”. Complessivamente, intanto, in Europa sono 1,3 milioni i consumatori problematici di oppiacei tra i 15 e i 64 anni, ma a preoccupare è soprattutto “il fenomeno della sostituzione dell’eroina con altre sostanze, tra cui oppiacei sintetici. Nel 2012, 17 paesi hanno riferito che più del 10 per cento dei consumatori di oppiacei che si sono sottoposti a trattamento specialistico della tossicodipendenza per la prima volta consumavano oppiacei diversi dall’eroina”.

Cocaina in calo tra i giovani. Anche se la maggior parte dei consumatori si concentra in un numero circoscritto di paesi occidentali dell’Ue, la cocaina resta lo stimolante illecito “di elezione”: circa 14,1 milioni di cittadini europei adulti (tra i 15 e i 64 anni), infatti, dichiara di aver usato questa sostanza almeno una volta; 3,1 milioni ne hanno fatto uso nell’ultimo anno, anche se in indagini condotte tra il 2011 e il 2013 emerge una riduzione della prevalenza tra giovani adulti (15-34 anni) in 11 paesi su 12. Un calo che si registra soprattutto “in Danimarca, Spagna e Regno Unito, dopo un picco segnalato nel 2008, mentre nella maggior parte degli altri stati l’andamento è stabile o in declino”. In controtendenza, invece, i sequestri che restano ancora elevati. “Nel 2012 sono stati segnalati circa 77 mila sequestri di cocaina nell’Unione europea, per un ammontare di 71tonnellate di droga intercettata. La quantità di cocaina sequestrata nel 2012 è aumentata di circa 10 tonnellate rispetto all’anno precedente, ma è ancora ben al di sotto del picco di 120 tonnellate sequestrate nel 2006”.

Amfetamine e ecstasy. Tra gli stimolanti, preoccupano i numeri delle amfetamine, che sebbene siano inferiori alla cocaina, indicano in 11,4 milioni circa gli adulti che dichiarano di averne fatto uso nella vita e 1,5 milioni di adulti con un consumo dichiarato negli ultimi 12 mesi. Sequestri in linea con gli anni passati, tranne che per la metamfetamina. Nel 2012 gli stati membri hanno segnalato 29 mila sequestri di amfetamina, per un totale di 5,5 tonnellate, mentre quelli di metamfetamina sono stati 7 mila, per un totale di 343 kg. Tuttavia, dall’Europa sud-orientale emergono “segnali preoccupanti circa la diffusione del fumo dei cristalli di metamfetamina; benché si tratti di un fenomeno ancora limitato, si teme che possa dilagare tra le popolazioni vulnerabili”. Per quanto riguarda l’ecstasy, i dati mostrano una diminuzione. “Il numero di laboratori smantellati in Europa è sceso da 50 nel 2002 a tre nel 2010, a indicazione del fatto che i livelli di produzione della droga sono notevolmente calati, anche se nel 2013 si sono registrati “evidenziati segnali di una ripresa del mercato”. Nel 2012 sono stati sequestrati 4 milioni di compresse di ecstasy nell’Unione europea, principalmente tra Paesi Bassi, Regno Unito e Germania.  Tuttavia, la quantità di compresse di ecstasy sequestrate nell’Unione europea nel 2012 è inferiore a un quinto della quantità sequestrata nel 2002 (23 milioni), ma risulta “preoccupante la ricomparsa di polveri e pillole di ecstasy (Mdma) di alta qualità”.

Cannabis, tra produzione interna e cannabinoidi sintetici. Secondo l’Osservatorio di Lisbona, il numero complessivo di reati relativi a detenzione e consumo è in “stabile aumento da quasi un decennio” mentre il consumo resta “stabile o in calo, soprattutto tra i giovani”. Complessivamente, secondo il rapporto, in Europa sono circa 73,6 milioni coloro che hanno consumato cannabis almeno una volta nella loro vita, mentre 18,1 milioni l’hanno consumata nell’ultimo anno. Sono 14,6 milioni invece i giovani europei (dai 15 ai 34 anni) che hanno dichiarato di aver fatto uso di cannabis nell’ultimo anno. L’ampia diffusione della cannabis la si riscontra anche nei sequestri. Oltre l’80 per cento dei sequestri realizzati in Europa, infatti, riguarda proprio la cannabis. “Nel 2012 sono stati segnalati circa 457 mila sequestri di foglie di cannabis – spiega il rapporto -, rispetto a 258 mila sequestri di resina. Sempre nel 2012 sono stati sequestrati circa 7 milioni di piante di cannabis, una quantità di oltre 2,5 volte superiore rispetto a quella di cinque anni prima”. I consumi, invece, riguardano oltre 2 mila tonnellate ogni anno e cresce sempre di più la “produzione interna destinata all’uso interno”, sottolineato soprattutto dal sorpasso dei sequestri di foglie rispetto a quelli delle resine.

A preoccupare le autorità europee, però, sono anche “le innovazioni nella produzione” che negli ultimi anni hanno portato alla coltivazione di piante con un elevato tasso di Thc, ma non solo. Negli ultimi anni, sul mercato sono arrivati anche i cannabinoidi sintetici, prodotti per la maggior parte in Cina. Solo nei primi sei mesi del 2013 diciotto paesi hanno denunciato oltre 1.800 sequestri di cannabinoidi sintetici. Ma a preoccupare l’Ue sono anche altri dati. Secondo il rapporto, “nel 2012 la cannabis è stata la droga segnalata più frequentemente come motivo principale per sottoporsi per la prima volta al trattamento della tossicodipendenza”. Nel 2006 erano 45 mila i casi, nel 2012 siamo a 59 mila. Sempre nel 2012, infine, la cannabis era la seconda droga segnalata più frequentemente da tutti pazienti in trattamento. (ga)