Droghe, spaccio e consumo a Bologna: prezzi bassi e luoghi degradati

BOLOGNA – Venti euro per 0,3 grammi di cocaina o per una busta di eroina. Sono i prezzi del mercato a Bologna, nella zona di spaccio più riconoscibile della città, tra via Stalingrado e via Ferrarese, l’ex Manifattura Tabacchi. A svelarlo è Giulia (nome di fantasia), una 39enne che, dopo una vita in strada, ora è ospite di un dormitorio. “Sono a Bologna da quando avevo 21 anni, prima abitavo in un’altra città e sono stata in carcere”, racconta sulle pagine del numero di aprile di Piazza Grande che dedica l’inchiesta allo spaccio e al consumo di droga a Bologna. Nei suoi giri senza meta, in piazza XX Settembre, Giulia incontra alcuni ragazzi tossicodipendenti che la indirizzano verso i luoghi di spaccio, piazza Verdi e la Montagnola per fumo ed erba. E l’ex Manifattura Tabacchi. “Uno spaccio a cielo aperto dove l’ingresso se conoscevi altri frequentatori, era libero e accessibile dalle 11 di mattina fino a notte inoltrata, bastava varcare una porticina di ferro, chiedere e pagare. Il consumo spesso avveniva lì, tra piante e siringhe usate. Negli anni non è cambiato molto, solo i prezzi e gli spacciatori. I primi sono scesi, i secondi sono giovanissimi, spesso inesperti e non sembrano rientrare in un giro di criminalità organizzata”, si legge sul giornale di strada. Oggi Giulia è in cura al Sert, “i servizi sociali mi stanno aiutando molto”. Il prossimo obiettivo è un lavoro, “vorrei ricominciare da lì”.

Dopo i casi di morte per overdose in città, Piazza Grande ha incontrato Salvatore Giancane, medico del Sert e tossicologo con una grande esperienza sulla situazione dello spaccio e del consumo a Bologna, per chiedergli se c’è davvero una nuova emergenza eroina in città. Dai dati del Sert non traspare ma la realtà potrebbe essere diversa: “Emerge dai fatti di cronaca, nei decessi, come segnali inquietanti, che però sembra nessuno raccolga – dice Giancane – Sbaglia chi pensa che al Sert confluisca l’interezza del fenomeno delle tossicodipendenze: in realtà è un’utenza quasi residuale ormai”. A cambiare sono stati i prezzi, crollati quello dell’eroina, della coca e del metadone al mercato nero. A Bologna si concentra un numero elevato di consumatori non residenti ad alto rischio, di cui solo una parte appartiene alla marginalità. “I marginali lo sono anche rispetto alla scena della dipendenza: hanno minore capacità di acquisto e non accedono a droga di qualità. Non conoscono il mercato né la città, non hanno fattori protettivi, si fanno da soli: l’ultima ragazza morta sul treno girava per la città da 45 giorni e non la conosceva nessuno”.

Sul giornale si parla anche di altri temi, come l’accoglienza in famiglia di richiedenti asilo e rifugiati attraverso il progetto Refugees Welcome. La foto in prima pagina di Max Cavallari racconta l’esperienza di Maria Cristina Visioli e della sua famiglia che ha accolto Mahamadou, un giovane maliano. “È stata una bellissima esperienza – racconta Visioli, responsabile del progetto sul territorio di Bologna –. Ospitavamo anche il suo migliore amico e un altro ragazzo. Ognuno collaborava in casa e non ricordo alcun problema. Anzi, i ragazzi erano preoccupati di essere di peso, e si sono rivolti al Centro di ascolto Caritas che ha fatto fare loro ulteriori passi avanti nell’autonomia: dal mese prossimo avranno infatti la loro casa in affitto. Contemporaneamente è arrivato anche il lavoro, Mahamadou è un eccellente fornaio”. (lp)