Fini-Giovanardi, Cassazione: “Sì alle riduzioni di pena”. In tanti fuori dal carcere

La Corte di Cassazione ha deciso: le pene inflitte per piccolo spaccio con la Fini Giovanardi dovranno essere ricalcolate. A stabilirlo le Sezioni unite penali della Cassazione che intervengono sulla vicenda del dopo dichiarazione di incostituzionalità della legge Fini Giovanardi sulle droghe da parte della Consulta. La vicenda riguarda tutte le persone che hanno una condanna passata in giudicato sulla base di quanto stabilito dalla Fini Giovanardi, non più in vigore, e le pene inflitte sulla base delle indicazioni contenute in quest’ultima. Ad essere in vigore, oggi, è la Iervolino-Vassalli, modificata col referendum del ’93, e per la Cassazione le pene inflitte dovranno essere ricalcolate sulla base della normativa in vigore. I condannati definitivi per piccolo spaccio, infatti, potranno ottenere il ricalcolo perché la norma dichiarata incostituzionale dalla Consulta vietava le circostanze attenuanti. Inoltre, bisognerà tener conto della distinzione tra droghe inserite in diverse tabelle.

Secondo l’associazione Antigone, la questione riguarda almeno 8 mila persone, che potranno vedere la propria pena ridotta o anche la scarcercazione. “La decisione delle sezioni unite della Cassazione è molto importante e contribuirà a decongestionare ulteriormente il nostro sistema penitenziario – spiega l’associazione in una nota -. Tutti i detenuti che hanno subito gli eccessi di pena della legge Fini-Giovanardi potranno ora finalmente ottenere il ricalcolo del loro periodo di detenzione. Si tratta di varie migliaia di persone. Speriamo che ora i tempi della giustizia siano sufficientemente rapidi affinché, nel giro di qualche mese, tutti gli aventi diritto possano vedere la loro pena finalmente ridotta come deciso prima dalla Corte Costituzionale e ora dalla Corte di Cassazione”.

Per Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani a Palazzo Madama e senatore del Partito democratico, si tratta di una “sacrosanta decisione”. “Ancora una volta la magistratura provvede là dove la politica non fa o tarda a fare – spiega Manconi -. Si intervenga immediatamente per sanare quella intollerabile ingiustizia che vede recluse migliaia di persone, condannate a una pena prevista da una norma dichiarata incostituzionale”.