Firenze, cresce il consumo di cocaina

A Firenze cresce il consumo di cocaina. E’ quanto emerge dal Rapporto del NOT, il Nucleo Operativo Tossicodipendenze della Prefettura, stilato sulla base delle segnalazioni pervenute nel corso del 2014 e dei colloqui effettuati con i consumatori di sostanze stupefacenti. L’anno scorso sono giunte complessivamente 1236 comunicazioni di consumo di droga (1004 nel 2013), delle quali il 21% per detenzione di cocaina (mentre nel 2013 avevano rappresentato il 14%). Un leggero calo si nota invece per il possesso di hashish e marijuana che passa al 71% (dal 75% nel 2013) mentre l’eroina si attesta al 7% (rispetto al 9% precedente). Le altre sostanze (come extasy, lsd, ketamina) fanno registrare percentuali bassissime nelle segnalazioni (del 1% nel 2014 e del 2% nel 2013), continuando così a riguardare una tipologia di consumo che, come indica il rapporto, resta sommerso e sottostimato.

“Dati che non hanno una sola chiave di lettura – ha sottolineato il prefetto Luigi Varratta – perché elaborati sul numero di segnalazioni pervenute. Non significano esclusivamente un accresciuto consumo di droga, ma si spiegano anche con l’aumentata attività delle forze dell’ordine sul territorio. I pattuglioni antispaccio sono sempre più frequenti e portano a fermare anche coloro che detengono stupefacenti per uso personale”.

Per quanto riguarda le caratteristiche delle persone segnalate in base a genere, età, nazionalità e occupazione, il 90% risulta di sesso maschile (percentuale rimasta pressoché invariata nel corso degli anni); la maggior parte (37%) ha un’età tra i 18 e 25 anni, seguita dagli ultratrentenni (andati progressivamente aumentando) che privilegiano le sostanze cosiddette pesanti, mentre i minorenni rappresentano il 10% dei segnalati (dato stabile nel tempo). Per quanto concerne la nazionalità, l’88% è italiano, mentre solo il 12% risulta di provenienza extraeuropea, soprattutto dal Marocco (32%), Albania e Tunisia (15%). Riguardo all’occupazione, la maggior parte dei consumatori è impegnata stabilmente in un’attività lavorativa (49%) o di studio (29%). Infine un dato proprio sul grado di istruzione: il rapporto nota che i detentori di sostanze stupefacenti possiedono prevalentemente (60%) il diploma di scuola media inferiore e non evidenzia alcuna correlazione tra il titolo di studio e il tipo di sostanza consumata.

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