Legge Fini-Giovanardi incostituzionale? Deciderà la Corte

Sospetti di incostituzionalità sulla legge Fini-Giovanardi che nel 2006 ha eliminato la differenziazione tra le cosiddette “droghe leggere” e quelle “pesanti”. La terza sezione penale della Cassazione, con l’ordinanza 25554, ha infatti accolto in parte il ricorso presentato da un cittadino condannato a 4 anni di reclusione e a una multa di 20 mila euro per essersi rifornito di quasi 4 kg di hashish. La legge sugli stupefacenti dovrà quindi essere sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. I dubbi riguardano sia la sproporzione della pena rispetto alla gravità del reato commesso, sia il percorso che portò all’approvazione della Fini-Giovanardi.

Secondo, l’ordinanza con cui la Corte di Appello di Roma motiva i propri sospetti di incostituzionalità, infatti, è contestabile il fatto che la legge preveda lo stesso trattamento sanzionatorio per doghe che hanno effetti diversi: in primo luogo i cannabinoidi che comportano una minore dipendenza degli oppiacei. Secondo i magistrati invece, dinanzi a condotte diverse bisognerebbe adottare sanzioni differenti. Inoltre, con la sostanziale abrogazione della distinzione di pene per le droghe “leggere” e “pesanti”, la Fini-Giovanardi avrebbe violato le raccomandazioni dell’Unione Europea che impongono alle sanzioni in materia di stupefacenti, di ispirarsi ai principi di efficacia, proporzionalità e dissuasività (decisione 2004/757/GAI del Consiglio dell’UE).

Ma sulla legge pesa anche il sospetto dell’eccesso di delega: il Governo avrebbe cioè legiferato otre gli stretti confini che il Parlamento gli aveva assegnato con la legge delega. E poiché l’esecutivo non può sostituirsi alle Camere nell’attività di creazione delle norme, ma deve rispettare i margini della delega posti da queste ultime, tutto il corpo normativo sarebbe incostituzionale. La riflessione è facilmente dimostrabile: la riforma infatti era stata inserita nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Secondo la Corte di Appello di Roma, il Governo, nell’adottare la Fini-Giovanardi, avrebbe utilizzato quei poteri che gli consentono di legiferare (attraverso il decreto legge) solo in situazioni di emergenza. Ma nel caso specifico non era avvenuto alcun “evento improvviso e straordinario” che ponesse l’esigenza di una modifica della precedente normativa