In Europa un mercato delle droghe sempre più insidioso e dinamico. Il quadro di Oedt e Europol

ROMA – L’Europa è alle soglie di una nuova era per quanto riguarda l’offerta e la domanda di droghe illecite, il cui sviluppo mette a dura prova le attuali risposte politiche. È quanto emerge dalla prima relazione congiunta dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) e dell’Europol sul mercato europeo degli stupefacenti, pubblicata oggi a Bruxelles. Le due agenzie dell’Ue hanno unito le loro forze per realizzare la prima analisi strategica del mercato europeo delle droghe illecite nel suo insieme.
La relazione mette in luce un mercato sempre più dinamico, innovativo e reattivo alle sfide, che richiede una risposta altrettanto dinamica, innovativa e solerte a livello europeo. Il documento svela “il nuovo volto della criminalità organizzata in Europa”: il mercato europeo della droga, storicamente imperniato sul traffico di determinate sostanze stupefacenti ad opera di trafficanti specializzati, attraverso rotte ben definite, sta diventando sempre più “fluido” e si caratterizza per la comparsa di nuove rotte e di spedizioni multiple costituite da più sostanze.
La relazione mette in rilievo anche il ruolo dell’Europa come uno dei principali produttori mondiali del precursore chimico impiegato nella produzione di eroina, l’anidride acetica, nonché la sua responsabilità nel confezionare, commercializzare e promuovere prodotti contenenti nuove sostanze psicoattive.
Secondo il Rapporto, gli sviluppi descritti sono in gran parte favoriti dalla globalizzazione, per effetto della quale sempre nuovi paesi diventano centri nodali per la produzione, il deposito o il transito delle droghe.

Il nuovo volto della criminalità organizzata. La relazione descrive il volto mutevole della criminalità organizzata in Europa e un mercato più “dinamico e fluido”. I fattori che contribuiscono a questo cambiamento sono: una prospettiva di “utilità multipla” della criminalità, la diversificazione del traffico e lo sfruttamento delle diverse opzioni legittime di trasporto (ad esempio contenitori, corrieri, servizi postali).

L’impatto della globalizzazione sul mercato europeo delle droghe. Secondo il rapporto è impossibile capire il mercato europeo delle sostanze senza collocarlo in un contesto globale. Il rapporto analizza: il mercato globale in evoluzione (la domanda di droga nel mondo in via di sviluppo), il ruolo dell’Africa (transito, deposito) e la necessità di cooperazione tra l’Ue e paesi terzi. L’Ue è anche uno dei maggiori produttori di droga e bande criminali nel Nord-Ovest Europa svolgono un ruolo centrale nel traffico intra-europeo..

Tecnologia e innovazione. La tecnologia è un fattore che influenza significativamente il traffico, la produzione e la distribuzione delle droghe, con Internet che ha un profondo impatto come strumento di comunicazione e di sviluppo del mercato. Ma l’innovazione è percepita anche nell’ambito della produzione (l’Ue come fonte di competenze e know how per la coltivazione di cannabis e la produzione di droghe sintetiche).

Per Rob Wainwright, direttore dell’Europol, “il traffico internazionale di stupefacenti rimane la principale attività della maggioranza dei gruppi criminali organizzati. Questi ultimi si adattano alle nuove opportunità criminali e ai mutati metodi e canali di contrabbando per eludere i controlli, avvalendosi sempre più di mezzi leciti di trasporto commerciale quali container, aerei, corrieri e servizi postali. In questo modo le droghe transitano attraverso molteplici punti di passaggio e sono quindi più difficili da intercettare. Anche Internet svolge un importante ruolo di favoreggiamento ed è comunemente usato per lo spaccio e la vendita di stupefacenti”.
Aggiunge Wolfgang Götz, direttore dell’Oedt: “L’Ue è un’importante regione produttrice di droghe sintetiche e, in misura crescente, di cannabis. Sta prendendo piede la tendenza a produrre droghe illecite nelle vicinanze dei potenziali mercati di consumo, dove è meno probabile che vengano intercettate. Questa evoluzione ci costa sempre più salata in termini di sicurezza collettiva, salute pubblica e onere imposto alle già limitate risorse della polizia”.

(DIRE)