Legalizzazione cannabis: ecco la proposta dell’intergruppo parlamentare

E’ stata presentata oggi nella sala stampa della Camera dei Deputati la proposta di legge scaturita dall’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis promosso da Benedetto Della Vedova.

Coltivazione in forma personale e associata di cannabis: si legalizza la coltivazione della cannabis a scopi cosiddetti ricreativi (e la conseguente detenzione del prodotto da essa ottenuto) a determinate condizioni ed entro precisi limiti, concernenti sia i requisiti soggettivi (persone maggiorenni), sia i quantitativi ammissibili (5 piante di sesso femminile) e si consente, altresì, la coltivazione in forma associata, attraverso enti senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. È possibile associarsi a uno solo di questi enti, pena la cancellazione d’ufficio da tutti quelli cui il soggetto risulta iscritto e, in ogni caso, la decadenza dal diritto di associarsi per i cinque anni successivi alla data di accertamento della violazione. È stabilito che non possono far parte degli organi direttivi, coloro che siano stati condannati, in maniera definitiva, per alcuni reati di maggiore pericolosità sociale (associazione di tipo mafioso, commercio illecito di precursori di droghe e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanza stupefacenti o psicotrope).
Detenzione personale di cannabis: si inserisce la disciplina della detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti nel Titolo III del DPR 309/90, concernente alcune tipologie di condotte “lecite”. In sostanza si capovolge l’impostazione attualmente vigente, per consentire alle persone maggiorenni la detenzione di una piccola quantità di cannabis (5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio), non subordinata ad alcun regime autorizzatorio. Restano, comunque, sanzionabili le condotte, anche se aventi ad oggetto la cannabis in quantità inferiori ai limiti stabiliti, per le fattispecie previste dall’articolo 73 (ad esempio, il piccolo spaccio). Si stabilisce, infine, un principio generale di esclusione dell’assunzione (fumo) di derivati della cannabis in luoghi pubblici, aperti al pubblico e in ambienti di lavoro, pubblici e privati.
Condotte non punibili e fatti di lieve entità: si sancisce la “non punibilità” della cessione gratuita di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti a determinate condizioni e entro specifici limiti. In sostanza si depenalizza la cessione gratuita a persona maggiorenne (e comunque la cessione che avvenga tra soggetti minori) di una modica quantità di cannabis (comunque nel limite massimo previsto per la detenzione personale consentita), in quanto presuntivamente preordinata al consumo personale.
Illeciti amministrativi:, si esclude la sanzionabilità amministrativa (ad es. sospensione della patente di guida, della licenza di porto d’armi, del passaporto) delle condotte indicate, finalizzate all’uso personale dei derivati della cannabis ovvero riguardanti, altresì, le sostanze inserite nella tabella IV del citato testo unico; inoltre si sancisce che alle condotte aventi ad oggetto la cannabis e i prodotti da essa ottenuti, si attribuisce una rilevanza di illecito amministrativo, e si prevede l’applicazione di una sanzione pecuniaria, solo nel caso in cui avvengano in violazione dei limiti e delle modalità prescritte in tema di detenzione e coltivazione consentita, da parte di persona maggiorenne (pagamento di una somma da euro 100 a euro 1.000, in proporzione alla gravità della violazione commessa). Le sanzioni sono accresciute sensibilmente (quintuplicate) nel caso di violazione delle norme in materia di coltivazione in forma associata. Tale disposizione, sostituendo interamente il vigente comma 1-bis dell’articolo 75 sopprime il riferimento al necessario accertamento della destinazione delle sostanze ad un uso esclusivamente personale, che si considera invece presunto, salvo che non sia accertata una condotta rientrante nelle previsioni dell’articolo 73 (cioè la coltivazione, importazione, detenzione ecc. a fini di spaccio).
Monopolio della cannabis: si prevede che il sistema delle autorizzazioni per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio nel mercato legale avvenga istituendo un monopolio di Stato e prevedendo anche forme di autorizzazione all’esercizio dell’attività di produzione, trasformazione e vendita da parte di soggetti privati; sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. Il quadro della disciplina che emerge è particolarmente restrittivo sia sotto il profilo fiscale, dove è sostanzialmente equiparato a quello dei tabacchi, sia sotto il profilo economico-commerciale (tracciabilità del processo produttivo, divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento). La violazione del monopolio comporta l’applicazione delle sanzioni previste dal titolo VIII del DPR 309/90. L’obiettivo è complessivamente quello di giungere a un sistema di offerta in grado di soddisfare (cioè sottrarre al mercato criminale) la domanda di cannabis, senza incentivarne né ampliarne il consumo.
Divieto di propaganda: è infine sancito l’espresso divieto della propaganda pubblicitaria, diretta o indiretta, della cannabis e dei prodotti da essa derivati, pena l’applicazione al responsabile della violazione di una sanzione amministrativa pecuniaria. È comunque prevista una clausola di salvaguardia per le opere dell’ingegno non destinate alla pubblicità e tutelate dalla legge sul diritto d’autore.
Coltivazione della cannabis per la produzione farmaceutica e semplificazione del regime di produzione, prescrizione, distribuzione e dispensazione dei farmaci contenenti derivati della cannabis: si rinvia ad un decreto del Presidente della Repubblica la disciplina delle modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale e si autorizza espressamente enti, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali e di ricerca, alla coltivazione di piante comprese nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14 del DPR 309/90 per scopi scientifici, sperimentali, didattici, terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione farmacologica e semplifica le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis.
Destinazione delle risorse finanziarie: si stabilisce che i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione/detenzione di cannabis, in forma personale o associata, siano interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti. Mentre i proventi derivanti per lo Stato dalla legalizzazione del mercato della cannabis siano destinati per il 5% del totale annuo al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.
Relazione alle Camere: si impegna il Presidente del Consiglio dei ministri a presentare alle Camere, dall’anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, una relazione annuale sullo stato di attuazione della legge e sui suoi effetti, fissando alcuni parametri di valutazione legati al consumo e alle sue caratteristiche, al rapporto tra consumo di droghe leggere e altre droghe, all’eventuale persistenza del mercato clandestino della cannabis, nonché all’utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dalla legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati.
Rideterminazione delle pene illegittime: si prevede che il giudice dell’esecuzione, con proprio decreto, anche d’ufficio, ridetermini automaticamente – riducendole di 2/3 – le pene irrogate per i reati di cui all’articolo 73 del DPR 309/90 in applicazione delle norme della cosiddetta legge Fini-Giovanardi, dichiarate incostituzionali dalla Corte costituzionale.
da www.fuoriluogo.it