Onlus “sponsorizzate” dalle multinazionali del gioco d’azzardo

MILANO – È tutto alla luce del sole, ma nessuno finora se n’è accorto. Le multinazionali del gioco d’azzardo sponsorizzano progetti di solidarietà e sviluppo in Africa o centri per giovani in Italia o la ricerca scientifica. Da Save the children a Emergency, da Sant’Egidio ad Amref, da Telethon alla fondazione Umberto Veronesi: è lungo l’elenco delle onlus che scelgono di accettare soldi o servizi da chi gestisce slot machine, giochi on line o gratta e vinci. Una scelta controversa, visto che il gioco d’azzardo può portare le persone alla dipendenza: secondo il Cnr, in Italia ci sono almeno 800 mila giocatori d’azzardo patologici e 1,7 milioni sono a rischio di diventarlo. In Lombardia i sindaci hanno redatto un manifesto contro le sale gioco e sono nate campagne perché sia limitata almeno la pubblicità. Una parte del terzo settore combatte il gioco d’azzardo e un’altra invece ne accetta le sponsorizzazioni. È quanto rivela il numero di febbraio di Terre di mezzo, che è andato a spulciare i bilanci sociali delle società che in Italia gestiscono il gioco d’azzardo.

Lottomatica, nel 2011, ha destinato 7,2 milioni di euro per sponsorizzazioni nel campo dello sport (2,9 milioni), della cultura (3,3 milioni) e del sociale (999mila euro). Tra i beneficiari compaiono le ong Avsi, Ai.bi e Amref. Nel 2011 ha sponsorizzato anche la mostra “Noi, Italia”, che presentava 150 opere realizzate da persone con disabilità che frequentano i laboratori d’arte di Sant’Egidio. Sisal invece sostiene Save the children, con progetti a Roma e Napoli per prevenire l’abbandono scolastico. Il gioco del lotto, sempre nel 2011, ha contribuito alle spese dell’ambulatorio di Emergency di Palermo. “Forse queste risorse potrebbero essere utilizzate in altro modo – commenta su Terre di mezzo Mariano Bottaccio del Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza (Cnca) e promotore, insieme ad altre organizzazioni, della campagna ‘Mettiamoci in gioco’ contro i rischi dell’azzardo-. Noi chiediamo che per legge una parte dei proventi sia utilizzato per la prevenzione e la cura della dipendenza dal gioco d’azzardo”.

Su Telethon poi si concentrano ben 11 multinazionali dell’azzardo presenti in Italia. I Monopoli di Stato hanno dato vita infatti al progetto “Il gioco fa rotta sulla ricerca”, che coinvolge Cogetech, Lottomatica, Sisal, Snai, Bwin, Codere, Eurobet, Gamenet, Gioco digitale, Intralot e Merkur: negli ultimi otto anni hanno raccolto 4 milioni e 400mila euro. Mettono a disposizione i loro punti vendita dove le persone possono andare a fare l’offerta (senza obbligo di giocare) e destinano inoltre una parte degli introiti alla fondazione Telethon. La Sisal infine sostiene la Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione italiana di ricerca per la Sla. (dp)

(DIRE)