Snai, più giochi e più favorisci le associazioni. Quando la beneficenza diventa “compulsiva”

MILANO – La beneficenza diventa “compulsiva”. Qualcuno potrebbe pensare “magari” così finiremmo di parlare di Terzo settore in crisi e della chiusura di tante associazioni messe in ginocchio da questo tempo di magra, ma il comunicato stampa arrivato oggi da Snai, la società leader in Italia per la gestione delle scommesse sportive e ippiche, ha un risvolto inquietante perché trucca la brutta faccia del gioco d’azzardo come si trattasse di un’innocente “fatina”.

In che modo? Offrendo la possibilità a giocatori d’azzardo e scommettitori online di decidere, a ogni giocata, a quale progetto benefico la Snai dovrà devolvere il budget stanziato a questo scopo. Più gioco, insomma, più favorisco con il mio voto questa o quella associazione. Alla fine, il tesoretto “sarà ripartito su base percentuale in base alle preferenze” precisa la società, che su corse, gol e carte ha costruito il suo impero.

E visto che il motto “ce n’è per tutti” raccoglie sempre molti consensi -non solo in campagna elettorale- ogni tre mesi saranno scelti tre differenti associazioni. Si inizia con Telethon, Lega italiana fibrosi fistica e la Casa famiglia Malaika che a Moshono, in Tanzania, accoglie bambini rimasti orfani che “sognano -così si legge nel comunicato- un campo da calcio dove ospitare anche i loro coetanei dei villaggi vicini”. Ma l’elenco nel corso dell’anno è destinato ad aumentare, così come i fondi destinati ai progetti, visto che la Snai in collaborazione con Eppala, una piattaforma di crowdfunding online, “darà la possibilità -prosegue il comunicato- di aggiungere un proprio contributo per aumentare i fondi complessivi tramite una pagina dedicata del sito web”.

Con la scusa del fine buono, ancora una volta, si passa sotto silenzio il “mezzo discutibile”. E i bambini di Moshono si troveranno a giocare in un campo regalato loro da chi con l’azzardo ha magari perso il sorriso, oltre alla famiglia e, in più di un caso, il lavoro. Più che una fatina in questo caso sembra di trovarsi di fronte a quella strega, che con una mela avvelenata voleva farsi bella, a spese di Biancaneve. Speriamo che si tratti solo di uno scherzo di carnevale.
(Elena Parasiliti)

(DIRE)